domingo, 15 de noviembre de 2009

APARECEMOS EN LA PRENSA


Varios periódicos de la provincia se han hecho eco del programa que estamos llevando a cabo y que ha traido hasta nuestras tierras a los alumn@s y profesoras desde tierras lombardas.

Concretamente en El Mundo de ayer aparece la noticia como transcribimos a continuación.


El IES Broch i Llop inicia el programa europeo 'Comenius' con un centro italiano

Los 22 alumnos de la localidad italiana de Busto Arsizio, que han realizando una estancia en la ciudad gracias al programa de colaboración europeo Comenius que el I.E.S Broch i Llop mantiene con el ITC Enrico Tosi, han visitado esta semana el Ayuntamiento de Vila-real donde han sido recibidos por el concejal de Educación, Juan Luis Fabregat.
Estos jóvenes llegaron a Vila-real el pasado miércoles día 4 y, durante su estancia, han compaginado los viajes para conocer diferentes puntos de la Comunidad Valenciana con las clases en el centro educativo. Los alumnos del instituto vila-realense que participan en esta iniciativa se trasladarán a Italia a mediados de abril del 2010.
El Programa Comenius del Organismo Autónomo de Programas Educativos Europeos (APEE) tiene por objeto reforzar la dimensión europea en el campo de la educación, promoviendo la movilidad y la cooperación entre centros educativos. En el constante afán del IES Broch i Llop por establecer contacto con otros centros, no sólo de España sino también del extranjero, desde el instituto se ha puesto en marcha este proyecto, de dos años de duración, para el estudio comparativo de dos territorios: Busto Arsizio y Vila-real. Concretamente, el trabajo de colaboración se centra en el estudio de la evolución de las dos ciudades
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jueves, 12 de noviembre de 2009

DIARIO DI BORDO. PRIMO GIORNO 4-11-2009

PRIMO GIORNO: 4/11/09

  • Museu Etnològic (Museo Etnologico);
  • Giardino botanico;
  • Museu de la ciutat, casa de polo (Museo Della cittá, casa di Polo)
  • Iglesia de San Pascual (chiesa di San Pascual)

Il primo contatto con l’istituto Broch i Llop, ci ha trasmesso sensazioni diverse: la struttura é nuova, ma da’ idea di rigore, é massiccia, con un muro di pietra che la circonda e la separa come un’isola dal quartiere, i cancelli si aprono solo all’inizio e al termine delle lezioni. Al contrario le relazioni umane che si vivono all’interno sono calorose e contrastano con l’architettura dell’edificio.

Abbiamo preso confidenza con gli spazi della scuola e con la modalità di gestione dell’aula: l’appello viene fatto con registri elettronici, si parla normalmente sia valenciano che castellano.

A metà mattinata ci siamo indirizzati al museo Etnologico di Vila-Real, una lunga caminata attraverso la città ci ha permesso un primo sguardo sulle tipologie edilizie. Abbiamo sostato per alcuni minuti all’esterno del museo per osservarne le strutture architettoniche. Secondo una leggenda, proprio su di una parete rocciosa che affiora in un locale del museo la Madonna sarebbe apparsa, per la prima volta, a San Pascual.

Il museo etnologico ricostruisce la storia attraverso gli oggetti di uso comune: abiti d’epoca, ceramica , utensili, aiutando a comprendere lo stile della vita di un tempo.

Una passeggiata, guidata da un professore dell’istituto spagnolo, nel bosco che circonda il museo, lungo il corso di un fiume, ci ha fatto conoscere la situazione geologica, la flora, le erbe e le essenze del territorio.

Il fiume che lo percorre ha eroso le sponde evidenziando tre strati geologici.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo, ci siamo incamminati verso il museu de la ciudad, casa del polo. Lí, abbiamo visitato le varie stanze dove erano presenti quadri e opere di vari artisti locali. Terminata la visita, ci siamo diretti verso la chiesa di San Pascual (il Patrono di Vila-Real), situata nel centro della cittá, in stile Barocco. In una cappella è posta la statua del Santo e le sue ceneri. La storia racconta che la chiesa e San Pascual vennero bruciati assieme, da qui il riconoscimento della sua santità e la ricostruzione di un nuovo edificio.



ARTICOLO

VENTO DI PAELLA

La tradizione dell’itc Tosi prevede lo scambio di classe al quarto anno di studio, questo è il motivo per cui molti studenti e famiglie scelgono proprio il nostro Istituto tra le scuole cittadine. Certo, alcuni di noi, con buoni risultati scolastici, possono gia’ sperimentare l’esperienza fin dal terzo anno; ma e’ nel quarto che la classe intera realizza il sogno di una settimana insieme, in un altro paese, con nuovi amici nelle loro famiglie.

L’attività è preceduta da tanto fermento:emotivo e di lavori da preparare, inerenti al tema dello scambio.

La nostra avventura in terra spagnola comincia in un soleggiato e tanto atteso giorno di novembre, precisamente il 3 e durerà dieci giorni anzichè la settimana solitamente prevista: siamo privilegiati perchè proprio la nostra classe, la IV BL e sei ragazzi della IV AI, è stata scelta per partecipare a un progetto Comenius che prevede questa durata.

Atterrati nella storica città di Valencia, il viaggio in treno verso Villareal sembrava interminabile, cercavamo intanto di mettere alla prova il nostro spagnolo allenandoci in immaginari, ma possibili, dialoghi con le rispettive famiglie di accoglienza, il tutto in modo più esasperato, poichè l’adrenalina aumentava, che utile. Cosa ci attendeva?

Una moltitudine di visi allegri ci accolse con la nostra stessa trepidazione: l’incontro con l’altro, il compagno, la famiglia, la nostra nuova casa; lo scambio è tutto questo, un salto nel vuoto dove ti devi arrangiare da solo senza il conforto dell’amica o della mamma. È li che capisci il valore di una buona preparazione linguistica e umana.

La prima serata in famiglia preannunciava ciò che avremmo vissuto nei giorni successivi all’Istituto Broch I Llop.

I tocchi di una campana, invece del suono stridulo della nostra campanella, ci hanno segnalato un primo elemento di “diversità”. Entrando nelle classi abbiamo avuto modo di notare come il rapporto con i docenti sia meno formale rispetto alla scuola italiana, la preside Lucia viene chiamata per nome dai suoi studenti. Due nostri compagni in una chiacchierata con lei le hanno spiegato la nostra organizzazione, gli orari, l’uso delle aule e il tutto è avvenuto con grande naturalezza, senza l’ansia dell’incontro ufficiale con chi dirige.

I tempi della giornata qui sono diversi: gli spagnoli sono soliti pranzare verso le 15.00 e durante la mattinata è d’obbligo,verso le 11, “el almuerzo” con un grande panino ripieno di tortilla o rosquilletas alle “pipas” (grissini ai semi di girasole). Dopo il pranzo nella loro abitudine viene la “siesta”, ma noi raramente abbiamo avuto il piacere di effettuarla perchè la nostra giornata è sempre stata pienissima di impegni. La cena in famiglia poi, sembra non arrivare mai....quando ci sediamo a tavola si guarda l’orologio e.......sorpresa.....sono le 22.00!!!!!

La fortuna dei ragazzi che vivono a Villareal consiste nella facilità di spostamento che permette loro di raggiungere in poco tempo scuola, luoghi d’incontro e di divertimento solo con le proprie gambe: svoltato l’angolo c’è la discoteca e più in là, proprio nel centro città, lo stadio del Villareal!!

“Adéu” ma questo è portoghese?!? Nooo!!! È valenciano, la lingua comunemente parlata oltre allo spagnolo. I residenti sono perfetti bilinguisti e noi cerchiamo di seguirli in questo slalom linguistico tra parole conosciute e altre che hanno suoni simili al nostro dialetto bustocco.

Lo scambio risulta sempre un’occasione per farsi nuovi amici e rafforzare i rapporti nella nostra stessa classe; sorprende che italiani e spagnoli si siano amalgamati così facilmente come una grande famiglia: si ride, si scherza e intanto si fa esperienza e si impara a vicenda il linguaggio dei giovani.

In questo scambio sviluppiamo un tema di lavoro: lo studio comparato dello sviluppo delle due città Busto e Villareal, sia dal punto di vista urbanistico che delle tipologie edilizie in funzione dello sviluppo socio-economico. Noi abbiamo presentato con slides in power point la nostra città, la sua storia, le sue abitazioni. Loro ci hanno portato in giro per la città così abbiamo potuto vedere le loro case tutte disposte in fila lungo i margini della strada e le ville con giardino fuori citta, abbiamo camminato tra gli aranceti per vedere le “alquerías”, case di campagna usate dai contadini e per lo più in stato di abbandono perchè la città da agricola è divenuta industriale. Ora grandi fabbriche invadono gli spazi che un tempo erano degli aranceti e dei mandarineti. Abbiamo visitato la più moderna e famosa di queste aziende: Porcelanosa. Abbiamo osservato tutto il processo produttivo, dal momento in cui la piastrella è ancora polvere, al momento in cui diventa parte integrante della casa. A noi sorge una domanda: perchè Villareal è rinomata per la produzione di piastrelle destinate al mercato internazionale? Negli anni 40 una nevicata aveva distrutto le coltivazioni di arance provocando una grave crisi economica locale. Si è dunque pensato di affiancare all’attività contadina una nuova tipologia di industria: quella ceramica, una tradizione risalente alla dominazione araba.

Licht motif delle nostre attività è stato un terribile vento che ci ha accompagnato e ci sospingeva in avanti ad ogni passo. In particolare il vento è stato protagonista della giornata in cui abbiamo visitato Morella, caratteristico paesino di montagna dominato da un castello medioevale in rovina, e Peñiscola una località balneare ricca di abitazioni bianche che creano un contrasto pittoresco con il blu intenso del mare.

Tutto il nostro racconto non basta per rendere l’idea di quello che è stato il nostro percorso: tante emozioni, immagini, risate, parole, voglia di condividere esperienza con i nostri amici stranieri. L’addio che oggi a malincuore siamo costretti a dire sarà solo un arrivederci nell’attesa del nuovo incontro.

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PIANO DI SVILUPPO DEL PROGETTO

Scambio Italia (ITC Tosi-Busto A.) –Spagna (Broch I Llop- Vila Real), progetto Comenius. CLASSI 4 BL- 4 AI

Titolo del modulo: L’Europa nello specchio del mondo. Realta`culturali e socio-economiche a confronto (vedi progetto allegato)

ATTIVITA’

La fase operativa comprende le seguenti attivita’ con i corrispondenti obiettivi formativi:

- formare il cittadino consapevole della propria storia, in grado di comprendere come l’evoluzione dei tempi crei bisogni socio-economici differenti incidendo sulle strutture dell’abitare, lavorative e sullo sviluppo urbanistico

- sviluppare una cultura di vita come “senso di appartenenza”

- confronto delle esperienze e condivisione dei valori di cittadinanza nella dimensione europea

1◦ Fase Studio dello sviluppo storico delle due citta’ a vocazione industriale

-Conoscere l’espandersi della citta’ attraverso la let.tura dell’urbanistica e del piano regolatore.Busto da borgo a citta’ industriale; Vila Real da citta’ agrícola a citta’ industriale

-Studio delle tipologie edilizie che hanno caratterizzato e contraddistinto lo sviluppo nelle sue diverse fasi:

Busto A.: la cascina; la casa in corte; la casa operaia; la fabbrica con la ciminiera, la villa.

Vila Real: Alqueria mas sensil, Alquería mas simple, alqueria mas complex, casa d’oci, venta, corral, moli, alqueria mas amb torre

PRODUZIONE Questa fase prevede la preparazione in P. P. dei lavori di ricerca effettuati sulla propria citta’

2◦ fase “Focus” su alcuni particolari edilizi o decorativi di una determinata epoca individuati dagli studenti come “segnali” di una modalita’ sociale del vivere.

PRODUZIONE Raccolta di immagini suffrágate da argomentazioni coerenti e dimostrabili

3 ◦ fase –rientro Confronto dei risultati delle ricerche e produzione di un video che renda evidente analogie e differenze dello sviluppo delle due citta’ esamínate.

martes, 3 de noviembre de 2009

PRIMERA APROXIMACIÓN AL TIPO DE CONSTRUCCIONES

Siguiendo las interesantes notas facilitadas por el profesor de Ciencias Sociales, Toni Pitarch, podemos empezar diciendo que las construcciones de épocas anteriores a la nuestra eran ecológicas, es decir, que dependían del tipo de materia prima propia de cada zona. En terrenos montañosos donde abunda la piedra, ésta es la base para construir y las paredes suelen estar hechas de ese material, que además es mucho más útil para evitar las incomodidades propias del frío y del calor. En Morella y muchos otros pueblos del interior tenemos buena muestra de ello.

En la Plana, en cambio, los suelos están fundamentalmente formados por materiales arrastrados por el río Mijares como arena, grava, arcilla..., con los que se suelen levantar las construcciones, reservándose la piedra para obras especiales como son los porches de época medieval de la Plaça la Vila, la Iglesia Mayor y demás edificios principales de la ciudad, en este caso, de Vila-real.



Con la llegada de la década de los sesenta y el abandono de la economía agraria, en nuestra ciudad ocurrió lo mismo que en el resto de pueblos: se empiezan a construir edificios de pisos, en general de baja calidad para la gente que no suele dedicarse a la agricultura. Las personas con más recursos optan por hacerse una casa.Este tipo de vivienda unifamiliar, que encontramos en el centro de la ciudad, es más bien estrecha y la razón de ello estriba en la utilización de madera de mobila para las vigas ,de una sola pieza, y que no miden más allá de los cuatro o cinco metros de largo. Los troncos solían bajarse por el río Mijares desde pueblos del interior como Montanejos.